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Da un primato italiano una nuova dimensione dell’UV CIPP

Il Governo italiano ha da poco inviato al vaglio dell’Europa il suo Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) nel quale si afferma con chiarezza: “È essenziale aumentare l’efficienza nell’irrigazione” attraverso “investimenti infrastrutturali sulle reti”.

Grazie a un primato applicativo tutto italiano, oggi è possibile sostenere questo obiettivo strategico anche con una nuova dimensione dell’UV CIPP (Cured in place pipe). Il caso di studio in questione è stato realizzato dall’impresa Campania Sonda, aggiudicataria del bando indetto nel 2018 dal Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale per la riqualificazione di una condotta irrigua DN 2000 a Campegine (Reggio Emilia), per una tratta di 164 metri. La società campana, da oltre 40 anni attiva nel campo dei consolidamenti, ha colto la sfida, coinvolgendo alcuni tra i migliori player europei del settore per l’analisi e l’attuazione del progetto. “Questo collettore è posizionato a circa 3 metri di profondità e corre sotto diverse case private. Per questo 

motivo la progettualità iniziale del Consorzio prevedeva l’uso di CIPP liner con inversione ad acqua e polimerizzazione a caldo ma, alla luce di alcune problematiche (ad esempio gli oneri di smaltimento delle acque), è stata studiata un’alternativa al progetto iniziale che non avesse nessun impatto ambientale significativo e garantisse un migliore risultato globale senza incrementare i costi di progetto. A seguito di svariati sopralluoghi congiunti, si è proposto di adottare la soluzione UV che permetteva di eseguire il lavoro senza difficoltà. Il composito in vetroresina ottenuto con il sistema UV CIPP, ad esempio, offre caratteristiche meccaniche e chimico-fisiche largamente superiori al tradizionale thermal CIPP”, spiega l’ing. Marco Di Luccio, responsabile della società campana che ha eseguito i lavori. Il primato applicativo è legato all’utilizzo di liner polimerizzabili con raggi UV per il DN 2000.

La Campania Sonda, a valle di una lunga e complessa analisi, ha affidato la produzione dei liner in vetroresina GL 16 al fornitore tedesco Impreg GmbH, mettendo in opera, per la prima volta al mondo, un lotto con questo diametro.

“Questo è il successo di una squadra: ingegneri, tecnici e addetti ai lavori hanno unito le loro conoscenze e la loro professionalità per raggiungere un risultato da record che ci colloca primi al mondo”, continua l’ingegnere dell’impresa salernitana. Il cantiere di Campegine, per la sua complessità, è durato oltre 4 mesi. Il trasporto del liner dalla Germania ha richiesto una pianificazione logistica eccezionale (dato il peso di 170 kg al metro lineare), mentre le fasi preliminari all’uso del CIPP hanno previsto, tra l’altro, pulizia della tubazione, eliminazione di infiltrazioni d’acqua e scabrosità, consolidamento del terreno con iniezioni di miscela, installazione di palancole, rinforzo della condotta e installazione di più pompe di aspirazione per garantire lo svolgimento delle lavorazioni in sicurezza a causa delle cospicue infiltrazioni. Per quanto riguarda la fase di relining, la calza è stata inserita nel collettore utilizzando un sistema di argani. Successivamente il liner è stato gonfiato con aria in pressione prima di passare alla catalizzazione della resina con sistema di lampade UV da 36.000 W. Vale la pena sottolineare che quest’ultima fase si è conclusa nel tempo record di sole 4 ore. La possibilità di utilizzare UV-CIPP sul DN 2000 è importante se si considera, da un lato, che nel nostro Paese il risanamento dei grossi collettori ha un potenziale molto vasto con tanti interventi ancora da eseguire e, dall’altro, che nell’ultimo anno di pandemia c’è stata una flessione dei bandi d’intervento sulle reti che può trovare nelle nuove applicazioni uno stimolo alla ripartenza.

Il CIPP, in generale, è una soluzione con cui i tecnici di enti pubblici, utility e consorzi stanno acquisendo sempre più familiarità, data la sua assoluta affidabilità nell’esecuzione. Con la possibilità di arrivare al DN 2000 nell’UV, quindi, si potrà fortificare ancor di più questa sicurezza di mercato, con applicazione nei sistemi irrigui ma anche nelle reti del servizio idrico integrato o per la raccolta di acque meteoriche.

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